BENVENUTI. Questa pagina wiki è dedicata ai miei alunni della EOI di Plasencia, e a tutti coloro a cui piacerebbe partecipare in questo piccolo progetto che non vuole altro che stimolare l'interesse e la pratica della lingua e cultura italiana. Incominceremo subito con una piccola
incursione nel mondo del cinema italiano. A fianco a sinistra della schermata avete degli indirizzi link che potrebbero essere interessanti.

Come vi dicevo a lezione, incominciamo con una breve recensione sul film "La guerra di Mario", che ha vinto moltissimi premi. Ricordate di non mancare alla visione del film nel Centro Culturale Las Claras alle 19,30 del 24 Marzo. Potete centrarvi su determinati aspetti del film, tipo analisi psicosociologiche dei personaggi che a voi sono risultati più interessanti, oppure potreste limitarvi ai cenni puramente bibliografici e a piccoli riassunti. Naturalmente le recensoni sono particolarmente indirizzate agli alunni di Nivel Intermedio 1 le cui abilità di produzione scritta sono indicate per questo tipo di attività, mentre gli altri studenti di Nivel Básico1 sono invitati a partecipare navigando nella wiki con la lettura.
Quindi, buon lavoro ed in bocca al lupo!!

Elementi da considerare nella stesura del tema:
Il ruolo di Giulia e la classe sociale da lei rappresentata.
Il rapporto di coppia tra Giulia e Sandro ed il rifiuto di Sandro verso l'integrazione di Mario.
L'età di Mario e le connotazioni socioculturali dello sfondo sociale al quale appartiene.
Le allusioni maliziose di Mario verso Giulia nel contesto sessuale.
L'importanza della scuola e dell'istruzione come via d'uscita dalle grinfie della malavita organizzata.
L'accettazione di Mario della sua condizione sfavorevole e conseguente abbandono di ogni sforzo per migliorare.
La società e le istituzioni; scuola, assistenti sociali, magistrati, tutrici..Mario abbandonato alla sua sorte fin dal principio?..ecc.

Ecco una breve recensione per fornirvi una piccola guida su cui basarvi:

Bambini difficili quelli della periferia napoletana. Antonio Capuano, regista con un occhio alla città ed un altro alla camorra, ha più volte raccontato ragazzini emarginati, dediti a scippi e rapine, talvolta uccisi e gettati via come spazzatura. Dal suo esordio del ‘91 con “Vito e gli altri” sino a “Pianese Nunzio 14 anni a maggio”, la sua filmografia è piena di “muschilli” che si macchiano di crimini perché nelle zone ad alto rischio la violenza è la regola. Ispirato ad un fatto realmente accaduto, “La guerra di Mario” ritorna nei quartieri dormitorio di Ponticelli e Barra per raccontare la storia di un bambino strappato alla madre naturale ed affidato ad una coppia della buona borghesia. Valeria Golino –l’attrice napoletana ci regala un’interpretazione viscerale- e Marco Grieco sono i protagonisti di due mondi inconciliabili: quello pulito ed istruito dei quartieri bene e quello popolare ed incline al crimine delle periferie degradate. Così Giulia e Sandro hanno un bel da fare per farsi accettare dal piccolo Mario, cercano un linguaggio comune sconfinando talvolta nell’eccessivo permissivismo. In questo scontro di culture, Capuano ripercorre il calvario di una donna che non vuole rinunciare ad essere madre e di un bambino che vuole rinunciare ad essere figlio; i due s’incontrano in quei rari momenti di serenità ma le troppe differenze saranno il preludio del fallimento. Andrea Renzi, Rosaria De Cicco e Anita Caprioli completano il cast di questo dramma familiare che vede coinvolti magistrati, tutrici e assistenti sociali mentre la fotografia di Bigazzi illumina quella parte di città non ancora sporcata dalla camorra. In questa guerra di frontiera dove sono contrapposti il bene e il male, la cultura e l’ignoranza Mario preferirà abbandonarsi al suo triste destino. Antonio Capuano gira tutto d’un fiato -le riprese sono durate poche settimane- un film ruvido ed asciutto confermando il suo talento e, al tempo stesso, la vivacità cinematografica della scuola napoletana.


Mario, il protagonista,è un piccolo criminale in potenza, con molto dolore dentro, che lo manifesta con tutti, salvo con il cane Mimo.
Dachè la coppia chi decide accettare in affidamento di un bambino adottivo è difficile.
Questo film mi ha insegnato che, l'educazione è un tema delicato e complicato.


dolori
Devo dire che questa storia in qualque momento mi abbia emocionato. La ricerca di un rapporto tra un adulto che vuole essere consapevole e un bambino dall´infanzia bruciata e molto difficile è supra la vita della città violenta che non dorme mai, stratificata per darsi, e`l`argomento della città difficile , non credo che sia neppure il centro del film. È poco credibile il racconto del bambino sull`iniziazione, almeno questo e vogliom spesare.
Mi pare un bambini soldati di aguni paisi africani dove adulti barbari si servono anche di loro per condurre una guerra saporca. Vedo l`angostia dei genitori che cerca a tutti i costi di costruire un rapporto e, per quanti sforzi faccia, qualque volta gli esiti si destacano dalle speranza. Sull`incapacità di molti adulti di devere tensioni verso i piccoli.
El film è bello, la situazione del bambino difficile, l`azione di Giulia lasciata da sola da chi invence dobrebbe intervenire, questo non è psicologia ma penso che non sia in questa situazione la più especifica. Non credo che sia la forma di educare a Mario la portata per Giulia, tante permissivismo nella educazione del bambino non è buona per lui. Sotto mi punto de vista, il suo compagno che non comprendi questa forma tan permisiva di educare, lui pensa che dobrerebbe essere più rigorosa con queste bambino , e per questo motivo la coppia ha dificultades tra loro.
El fine di Capuano credo che sia illudare alle spettatore con la vita di Mario, bambino di nove anni con una mamma prostituta, borraccia e drogata etc...e un papa che non si sai che è. El finale di questo piccolo bambini essere un criminale in potenza.
Il regista critica certo tipo di psicologia ma è incapce di porporre un`alternativa.
Il bambino troppo inteligente vuoi una mamma alle sua convenienza.
La coppia di Giulia y Sandro apparteniente a una buona classe sociale
non possano comprendere certi cose come potresse essere la violenza dil bambino.



Per me il tema che si tratta in questo film è molto interessante e attuale ma non si utiliza a fondo.

Mario è il bambino che cambia la vita di tutti, sopratutto quella di Giulia.

Il rapporto tra i personaggi è difficile perché non c'è una buona comunicazione fra di loro.
Marijose.

Questo film tratta un problema molto frequente nella societá actuale:
la difficoltá de adattamento de una coppia con un bambino adottivo chi é nato in una famiglia destrutturata dove a imparato a comunicarsi attraverso della violenza. Rosetos


Questo film é un'opera contro la pedagogía. Il bambino va trattato come un adulto. Non ci sono norme da seguire, soltanto la capacitá d'amare. La norma rischia di diventare una prigione." La scuola è un brutto carcere, e il carcere é una bella scuola". Giulia grazie all'esperienza con Mario, scopre una sua femMinilitá fino ad allora nascosta. Non é lei quell'ideale di "mamma d'estate", "mamma d'inverno","mamma della primavera" "di giorno, di notte, Quando piove" che Mario desidera. È una critica ALL'educazione, all'affidamento temporaneo, e ALLA societá in generale. Antonia


Credo, che è il film più interessante e realista che ultimamente abbia mai visto. Questo film tratta un tema delicato: l'educazione.
Mario, il protagonista, è un bambino di nove anni che il Tribunale dei Minori ha sottratto alla famiglia perchè era considerato un bambino difficile. Giulia e Sandro sono una coppia di quarantenni sensa figli che decidono di chiedere in affidamento un bambino. Viene dato loro Mario, che è un ragazzo con molto dolore dentro, che lo manifesta con tutti eccetto con il cane. Da quel momento, la coppia va in crisi.
Questo film di Antonio Capuano, disegna un bambino difficile e il suo incontro con la coppia borghese che vorrebbe prenderlo in adozione.
Per Capuano, l'educazione è sinonimo di repressione.
Il film mi ha insegnato che l'educazione è un tema delicato, e che non è conveniente l'affidamento de qualole ragazzo, perchè può essere complicato per i genitori.
Mª Isabel Velayos Jorge



LA GUERRA DI MARIO.

Un film di Antonio Capuano regista italiano di Napoli. Attore e anche pittore.
Alcuni dei suoi film: “Vito e gli altri”, “Pianese Nunzio 14 anni a maggio”, “Polvere di Napoli” e “Luna Rossa”.
Con i suoi film racconta storie della sua cittá, della prostitizione, la droga e anche della camorra.
Nella guerra di Mario racconta la vita difficile di un bambino di nove anni che é nato a un quartiere della periferia di Napoli.
Sua madre é prostituta, di suo padre non si sa niente, tutto questo fa che sia una famiglia con molti problema.
Mario alla fine finisce in affido presso una coppia Giulia e Sandro.
Giulia é una donna intelligente, che ha bisogno di essere madre ma, questo sentimento non é lo stesso di Sandro. Questa relazione terminerá in crisi.
La guerra di Mario é una storia acttuale típica della societá d´oggigiorno.

Pilar Martín Costumero.

RECENSIONE SUL FILM " LA GUERRA DI MARIO"
" La Guerra di Mario" è un film del regista Antonio Capuano, nato a Napoli. Per la sua provenienza, ha più volte raccontato storie di bambini e ragazzini emarginati della periferia napoletana.
Mario è un bambino difficile che abita nei quartieri dormitorio di Ponticelli e Barra. Sua madre è una prostituta e non sa chi è suo padre. Così, il Tribunale di Minori,strapparà il bambino alla madre naturale per affidarlo ad una coppia della buona borghesia.
Giulia e Sandro sono i nuovi genitori adottivi di Mario, mà il suo rapporto non va bene da quando il bambino arrivò. Sandro sparice perchè non è capace di accettare ed educare aMario. Nel frattempo, Giulia sarà troppo permissiva e tollerante verso il bambino. Lei pensa che questa educazione flessibile e liberale sia la giusta per raggiungere una buona trasformazione di Mario.
Mà alle fine,sua madre adottiva,la scuola,gli assistenti sociale,i tutrici... non saranno capaci di integrarlo nella nuova società che vogliono per lui; perchè il bambino non vuole cambiare.
Mario sarà affidato ad un'altra famiglia e Giulia non vedrà fatto realtà il sogno di essere madre.
" La Guerra di Mario " mi è sembrata una storia attuale e difficile, il problema della adattamento sociale dei bambini e dei ragazzi che vengono dei quarteri marginale.
Questo film, per me, è una chiamata di attenzione per tutti, i genitori, le scuole, gli educatori e gli istituzioni in generale. Non dobbiamo dimenticare che i bambini d'ora sono il futuro della nostra società.

MªCarmen Orantos Martin